Emergenza COVID-19

L'Unione Italiana si impegna a diffondere le informazioni, costantemente aggiornate, riguardo l'emergenza Coronavirus (SARS-CoV-2)

 

ITALIA:

 

 

Le eccezioni in vigore in Italia, dal 16 gennaio fino al 5 marzo 2021, per quanto riguarda le imitazioni degli spostamenti da e per l’estero per contenere l’epidemia da COVID 19 (SARS-CoV-2) inserite nel DPCM del 14 gennaio 2021. Croazia e Slovenia sono inserite nell’elenco C dell’Allegato 20.

 

ECCEZIONI:

Sono previste alcune, limitate eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza e obbligo di test molecolare o antigenico. 

A condizione che non insorgano sintomi compatibili con COVID-19 e fermi restando gli obblighi di auto-dichiarazione, le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale e all’obbligo di tampone NON si applicano:

  • a) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • b) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • c) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro. Tuttavia, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia c’è stato un soggiorno o un transito dai Paesi dell’Elenco C, il test molecolare o antigenico rimane d’obbligo.
  • d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
  •  e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  • f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
  • g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco, nell'esercizio delle loro funzioni;
  • h) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
  •  i) agli ingressi mediante voli “Covid-tested” (vedere sezione dedicata), conformemente all’ordinanza del Ministro della Salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni e integrazioni.
  •  l) agli ingressi di atleti, tecnici, giudici, commissari di gara e accompagnatori, rappresentanti della stampa estera per la partecipazione alle competizioni sportive di cui all’articolo 1, comma 10, lettera e) che, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, si sono sottoposti ad un test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo.

 

L’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza sanitaria e tampone, inoltre, non si applica:

  • all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • al personale viaggiante;
  • agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
  • agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Per informazioni sulle modalità di applicazione di quest’ultima esenzione, si raccomanda di consultare la procedura indicata dal Ministero della Salute, a questo link.

 

Le misure in vigore adottate dal Governo italiano per contenere l’epidemia da COVID 19 (SARS-CoV-2): DPCM del 14 gennaio 2021.
Limitazione degli spostamenti da e per l’estero. Croazia e Slovenia sono inserite nell’elenco C dell’Allegato 20.

 

Art. 6 - Limitazioni agli spostamenti da e per l'estero

Sono vietati gli spostamenti per Stati e territori di cui all'elenco E dell'allegato 20, nonché l'ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno transitato o soggiornato negli Stati e territori di cui al medesimo elenco E nei quattordici giorni antecedenti, salvo che ricorrano uno o più dei seguenti motivi, comprovati mediante la dichiarazione di cui all'articolo 7, comma 1:

  • a) esigenze lavorative;
  • b) assoluta urgenza;
  • c) esigenze di salute;
  • d) esigenze di studio;
  • e) rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
  • f) ingresso nel territorio nazionale da parte di cittadini di Stati membri dell'Unione europea, di Stati parte dell'accordo di Schengen, di Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino, dello Stato della Città del Vaticano;
  • g) ingresso nel territorio nazionale da parte di familiari delle persone fisiche di cui alla lettera f), come definiti dagli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE;
  • h) ingresso nel territorio nazionale da parte di cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, nonché di cittadini di Stati terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale;
  • i) ingresso nel territorio nazionale da parte di familiari delle persone fisiche di cui alla lettera h), come definiti dagli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE;
  • l) ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l'abitazione o la residenza di una persona di cui alle lettere f) e h), anche non convivente, con la quale vi è una comprovata e stabile relazione affettiva.
  1. Nelle more dell’adozione del successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, gli elenchi di cui all’allegato 20 possono essere modificati con ordinanza del Ministro della salute, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
  2. Sono fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020.

 

Art. 7 - Obblighi di dichiarazione in occasione dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero

Fermi restando i divieti e le limitazioni di ingresso in Italia stabiliti all'articolo 6, chiunque fa ingresso per qualsiasi durata nel territorio nazionale da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B, C, D, ed E dell'allegato 20 è tenuto a consegnare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato a effettuare controlli una dichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, recante l'indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche, di

  • a) Paesi e territori esteri nei quali la persona ha soggiornato o transitato nei quattordici giorni anteriori all'ingresso in Italia;
  • b) motivi dello spostamento conformemente all'articolo 6, nel caso di ingresso da Stati e territori di cui all’elenco E dell'allegato 20;
  • c) nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni anteriori all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori di cui agli elenchi D, ed E dell'allegato 20:

1) indirizzo completo dell'abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;

2) mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere il luogo di cui al numero 1) ovvero, esclusivamente in caso di ingresso in Italia mediante trasporto aereo di linea, ulteriore mezzo aereo di linea di cui si prevede l'utilizzo per raggiungere la località di destinazione finale e il codice identificativo del titolo di viaggio;

3) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l'intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;

4) eventuale sussistenza di una o più circostanze di cui all'articolo 8, comma 7.

  • Nei casi espressamente previsti dal presente decreto e negli altri casi in cui ciò sia prescritto dall'autorità sanitaria nell'ambito dei protocolli di sicurezza previsti dal presente decreto, è fatto obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un'attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.
  • Le persone, che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi C, D ed E dell'allegato 20, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio.
  • In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, resta fermo l'obbligo per chiunque di segnalare tale situazione con tempestività all'Autorità sanitaria e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell'Autorità sanitaria, ad isolamento.

 

Art. 8 - Sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero

 

Le persone che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi D ed E dell'allegato 20, anche se asintomatiche, si attengono ai seguenti obblighi:

a) compiono il percorso dal luogo di ingresso nel territorio nazionale o dal luogo di sbarco dal mezzo di linea utilizzato per fare ingresso in Italia all'abitazione o alla dimora dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario esclusivamente con il mezzo privato indicato ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera c), fatto salvo il caso di transito aeroportuale di cui al comma 2;

b) sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all'isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l'abitazione o la dimora indicata ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera c).

In deroga al comma 1, lettera a), in caso di ingresso nel territorio nazionale mediante trasporto aereo di linea, è consentito proseguire, mediante altro mezzo aereo di linea, il viaggio verso la destinazione finale indicata nella dichiarazione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c), a condizione di non allontanarsi dalle aree specificamente destinate all'interno delle aerostazioni.

Nell'ipotesi di cui ai commi 1 e 2, se dal luogo di ingresso nel territorio nazionale o dal luogo di sbarco dal mezzo di linea utilizzato per fare ingresso in Italia non è possibile raggiungere effettivamente mediante mezzo di trasporto privato l'abitazione o la dimora, indicata come luogo di effettuazione del periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario, fermo restando l'accertamento da parte dell'Autorità giudiziaria in ordine all'eventuale falsità della dichiarazione resa all'atto dell'imbarco ai sensi dell'articolo 7, comma 1, l'Autorità sanitaria competente per territorio informa immediatamente la Protezione civile regionale che, in coordinamento con il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, determina le modalità e il luogo dove svolgere la sorveglianza sanitaria e l'isolamento fiduciario, con spese a carico esclusivo delle persone sottoposte alla predetta misura. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, i soggetti di cui al periodo precedente sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività all'Autorità sanitaria.

Ad eccezione delle ipotesi nelle quali vi sia insorgenza di sintomi COVID-19, durante il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario effettuati secondo le modalità previste dai commi da 1 a 3, è sempre consentito per le persone sottoposte a tali misure avviare il computo di un nuovo periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario presso altra abitazione o dimora, diversa da quella precedentemente indicata dall'Autorità sanitaria, a condizione che sia trasmessa alla stessa Autorità la dichiarazione prevista dall'articolo 7, comma 1, integrata con l'indicazione dell'itinerario che si intende effettuare, e garantendo che il trasferimento verso la nuova abitazione o dimora avvenga esclusivamente con mezzo privato. L'Autorità sanitaria, ricevuta la comunicazione di cui al precedente periodo, provvede ad inoltrarla immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria territorialmente competente in relazione al luogo di destinazione per i controlli e le verifiche di competenza.

L'operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni di cui al presente articolo, alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:

a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;

b) avviata la sorveglianza sanitaria e l'isolamento fiduciario, l'operatore di sanità pubblica informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell'eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 0000716 del 25 febbraio 2020);

c) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l'assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all'INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena precauzionale, specificandone la data di inizio e fine;

d) accertano l'assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché' degli altri eventuali conviventi;

e) informano la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi;

f) informano la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera), nonché di mantenere:

  • 1) lo stato di isolamento per quattordici giorni dall'ultima esposizione;
  • 2) il divieto di contatti sociali;
  • 3) il divieto di spostamenti e viaggi;
  • 4) l'obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza;

 

g) in caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:

  • 1) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l'operatore di sanità pubblica;
  • 2) indossare una mascherina chirurgica e allontanarsi dagli altri conviventi;
  • 3) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un'adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario;

h) l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio 2020, e successive modificazioni e integrazioni.

Nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori di cui all'elenco C dell'allegato 20, si applica l’obbligo di presentazione al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle quarantotto ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. In caso di mancata presentazione dell'attestazione di cui alla presente lettera, si applicano i commi da 1 a 5.

A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e fermi restando gli obblighi di cui all'articolo 7, le disposizioni di cui ai commi da 1 a  6 non si applicano:

a) all'equipaggio dei mezzi di trasporto;

b) al personale viaggiante;

c) ai movimenti da e per gli Stati e territori di cui all'elenco A dell'allegato 20;

d) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;

e) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive di livello internazionale, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un'attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

f) a chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario conformemente ai commi da 1 a 5;

g) a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario conformemente ai commi da 1 a 5;

h) ai cittadini e ai residenti di uno Stato membro dell'Unione europea e degli ulteriori Stati e territori indicati agli elenchi A, B, C e D dell'allegato 20 che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro, salvo che nei quattordici giorni anteriori all'ingresso in Italia abbiano soggiornato o transitato in uno o più Stati e territori di cui all'elenco C;

i) al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;

l) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

m) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;

n) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle forze di polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;

o) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;

p) agli ingressi mediante voli “Covid-tested”, conformemente all’ordinanza del Ministro della salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni;

q) agli ingressi di atleti, tecnici, giudici, commissari di gara e accompagnatori, rappresentanti della stampa estera per la partecipazione alle competizioni sportive di cui all’articolo 1, comma 10, lettera e) che, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, si sono sottoposti ad un test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo.

 

Allegato 20 - Spostamenti da e per l'estero.

Elenco A

Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano.

Elenco B

Stati e territori a basso rischio epidemiologico, individuati, tra quelli di cui all'elenco C, con ordinanza adottata ai sensi dell'articolo 6, comma 2.

Elenco C

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Elenco D

Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia, nonché' gli ulteriori Stati e territori a basso rischio epidemiologico, individuati, tra quelli di cui all'elenco E, con ordinanza adottata ai sensi dell'articolo 6, comma 2.

Elenco E

Tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.

 

CROAZIA:

 

Le eccezioni in vigore in Croazia fino al 31 gennaio 2021, per quanto riguarda le imitazioni degli spostamenti da e per l’estero per contenere l’epidemia da COVID 19 (SARS-CoV-2).

 

I viaggiatori che, indipendentemente dalla cittadinanza, giungono nella Repubblica di Croazia da stati / regioni membri dell'UE / SEE e che non si trovano attualmente nella cosiddetta lista verde del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, devono presentare un test PCR negativo al SARS-CoV-2 che non sia più vecchio di 48 ore ( dal momento del tampone all'arrivo al valico di frontiera) oppure eseguire il test PCR per SARS-CoV-2 immediatamente all'arrivo nella Repubblica di Croazia (a proprie spese), con l’obbligo di autoisolamento fino all'arrivo del risultato negativo.

 

In via eccezionale, il test PCR al SARS-CoV-2 non è obbligatorio per le seguenti categorie di viaggiatori provenienti da stati / regioni membri dell'UE / SEE che risultano nella cosiddetta lista rossa:

 

  • lavoratori dipendenti o autonomi che si occupano di lavori d’importanza strategica, inclusi operatori sanitari, lavoratori frontalieri, lavoratori che svolgono lavori in paesi in cui non sono regolarmente residenti, e lavoratori stagionali come specificato nelle Linee guida sulla libera circolazione dei lavoratori durante la pandemia COVID-19, a condizione che non risiedano nella Repubblica di Croazia o fuori dalla Repubblica di Croazia per un periodo più lungo alle ore 12;
  • alunni, studenti e stagisti che viaggiano all'estero ogni giorno, a condizione che non soggiornino nella Repubblica di Croazia o fuori dalla Repubblica di Croazia per più di 12 ore;
  • marittimi e lavoratori del settore dei trasporti o fornitori di servizi di trasporto, compresi gli autotrasportatori che trasportano merci per di largo uso nel territorio dello Stato e autotrasportatori in transito;
  •  diplomatici, personale di organizzazioni internazionali e persone che ricevono un invito da parte di organizzazioni internazionali e la cui presenza fisica è necessaria per il funzionamento di queste organizzazioni, ufficiali militari e di polizia e personale umanitario e della protezione civile nell'esercizio delle loro funzioni;
  • persone che viaggiano per ragioni familiari o di lavoro, compresi i giornalisti nell'esercizio delle loro funzioni;
  • passeggeri in transito con l’obbligo di lasciare la Repubblica di Croazia entro 12 ore dall'ingresso;
  • pazienti che viaggiano per motivi di salute.

Le disposizioni relative ai lavoratori frontalieri possono venir applicate pure ad altre categorie di viaggiatori i quali, a causa della natura del loro lavoro, devono attraversare frequentemente il confine di stato (ad esempio atleti che giocano per club di paesi confinanti).

Le misure in vigore adottate dal Governo croato per contenere l’epidemia da COVID 19 (SARS-CoV-2)

La Croazia non prevede un allentamento delle restrizioni per affrontare la situazione epidemiologica da COVID 19 (SARS-CoV-2)

In netto miglioramento la situazione epidemiologica da COVID 19 (SARS-CoV-2) a Fiume e nella Regione Litoraneo-Montana

Va migliorando la situazione epidemiologica da COVID 19 (SARS-CoV-2) in Croazia

Decisamente confortante la situazione epidemiologica da COVID 19 (SARS-CoV-2) in Istria

 

SLOVENIA:

Le eccezioni in vigore in Slovenia dal 16 gennaio 2021, per quanto riguarda le limitazioni degli spostamenti da e per l’estero per contenere l’epidemia da COVID 19 (SARS-CoV-2).

Le eccezioni per l’attraversamento del confine di Stato con la Croazia e con l’Italia.

Dal 16 gennaio 2021 tutta la Croazia e tutta l’Italia sono sulla lista rossa. Viene disposta una quarantena di dieci giorni per le persone che entrano in Slovenia e arrivano dalla Croazia/Italia, a causa di un eventuale contagio con il virus SARS-CoV-2.

La quarantena non sarà disposta se la persona all'attraversamento del confine presenta un risultato negativo del test per la presenza di SARS-CoV-2. Il test molecolare (RT-PCR) deve essere effettuato in un paese membro dell'Unione europea o in uno Stato membro dell'area Schengen o da un'organizzazione o una persona autorizzata che l'Istituto di microbiologia e immunologia e il Laboratorio nazionale per la salute, l'ambiente e l'alimentazione (NLZOH) hanno riconosciuto come idonea e la pubblicano sul sito web del Laboratorio (NLZOH), il test non deve essere più vecchio di 48 ore dal tampone effettuato. Il test può essere effettuato anche con il test rapido antigenico in uno Stato membro dell'Unione europea o dell'area Schengen e non deve essere più vecchio di 24 ore dal tampone effettuato.

 

Eccezioni senza quarantena e PCR o del test rapido antigenico.

 

Sono state stabilite le eccezioni in cui non sarà disposta la quarantena e la persona non ha neanche bisogno del risultato negativo del test (RT-PCR o test rapido antigenico). Possono quindi entrare da qualsiasi Stato inserito nella lista rossa:

 

  • il migrante lavorativo giornaliero transfrontaliero che ha un rapporto di lavoro in uno degli Stati membri dell’UE o in un altro Stato dell’area Schengen per il quale ha un attestato, ovvero con una dichiarazione firmata giustifica le ragioni per l’attraversamento del confine come migrante lavorativo giornaliero e ritorna entro 14 ore dall'attraversamento del confine;
  •  
  • la persona che è incaricata di svolgere dei compiti nel settore del trasporto internazionale* o da quest’ultimo;
  •  
  • la persona che effettua il trasporto merci o persone nella Repubblica di Slovenia o da quest’ultima nel commercio, nonché il trasporto merci e passeggeri in transito* e lascia la Slovenia entro 12 ore dall’attraversamento del confine;
  •  
  • la persona che transita* attraverso la Repubblica di Slovenia e la lascia entro 12 ore dall’ingresso;
  •  
  • un rappresentante di autorità di sicurezza estere (Polizia o Giustizia) che svolge una mansione ufficiale e lascia la Repubblica di Slovenia una volta svolta la mansione e non appena ciò sia possibile;
  •  
  • la persona che è stata portata nella Repubblica di Slovenia in ambulanza o con un veicolo sanitario, e il personale medico all’interno del veicolo;
  •  
  • la persona con passaporto diplomatico;
  •  
  • una persona che è prenotata per una prestazione sanitaria nella Repubblica di Slovenia e che ritorna attraversa il confine subito dopo aver effettuato la prestazione. Se un minore ha una prenotazione per una prestazione sanitaria, anche il suo tutore può entrare alle stesse condizioni, se viaggiano insieme;
  •  
  • un cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea o dell’area Schengen che proviene da un altro Stato membro dell’Unione europea o dell’area Schengen dove ha fornito protezione e assistenza a persone che avevano bisogno di sostegno, assistenza o cura di familiari, accudimento e contatti con i minori o ha posto rimedio ai pericoli imminenti per la salute, la vita e i beni, e rientra entro 12 ore dall’attraversamento del confine;
  •  
  • un minore che non ha ancora compiuto 13 anni e attraversa il confine insieme a un familiare stretto che non è stato mandato in quarantena a casa, ossia non gli è stato rifiutato l’ingresso nella Repubblica di Slovenia (quindi se la persona che viaggia con il minore presenta un risultato negativo del test o fa valere una delle 12 eccezioni);
  •  
  • la persona che attraversa il confine giornalmente o periodicamente perché inserita in un programma educativo – formativo o scientifico nella Repubblica di Slovenia o in uno Stato membro dell'Unione europea o dell'area Schengen e lo dimostra con i relativi attestati. Se la persona è un minore o per altri motivi non può viaggiare da sola, può entrare alle stesse condizioni anche un’altra persona che l’accompagna, tuttavia deve riattraversare il confine subito dopo aver effettuato il trasporto;
  •  
  • un membro della Protezione civile, delle squadre di soccorso, Polizia, Vigili del Fuoco o un’altra persona che effettua trasporti umanitari o fornisce assistenza per il salvataggio e rimedia alle conseguenze delle catastrofi naturali rientrando entro e non oltre le 48 ore dall’attraversamento del confine;
  •  
  • il proprietario o affittuario di un terreno agricolo frontaliero nell'area confinaria o su entrambi i lati del confine di Stato che attraversa il confine di Stato con lo Stato vicino per svolgere lavori agricoli-forestali e rientrare oltre il confine subito dopo aver svolto il lavoro.

 

*L’eccezione per lo svolgimento di compiti nel settore dei trasporti internazionali si applica ai conducenti di un veicolo commerciale. Se i conducenti sono senza un veicolo commerciale e in Slovenia non hanno una residenza o un domicilio temporaneo in Slovenia, possono far valere l’eccezione che si applica ai conducenti nel trasporto internazionale (punto 2 del comma primo dell’articolo 10 del decreto). I conducenti senza veicolo commerciale che hanno una residenza o un domicilio temporaneo in Slovenia non possono invece far valere tale eccezione.

 

* Transito significa che una persona deve lasciare la Slovenia entro 6 ore, al riguardo deve effettuare il viaggio senza soste inutili e non necessarie, non abbandonando il percorso di transito. I passeggeri possono assolvere a compiti necessari durante il transito, come fare rifornimento di carburante, fermarsi per esigenze fisiologiche, ma non pernottare. Una persona in transito deve essere in possesso di un documento di viaggio in corso di validità (anche il visto o il permesso di soggiorno, se richiesto) e di un documento relativo allo scopo e alla destinazione del transito (a partire dal 14 luglio il documento relativo allo scopo e alla destinazione del transito deve essere presentato solo dai residenti extracomunitari; per i residenti dell’UE è sufficiente il documento di viaggio valido). Non si consente l’ingresso in Slovenia a una persona che si prevede non possa lasciare il territorio della Slovenia a causa delle misure dei paesi vicini.

Le persone alle quali le organizzazioni internazionali hanno rilasciato un documento di viaggio lasciapassare, e con l’invito o il certificato rilasciato da un’autorità statale della Repubblica di Slovenia, e dimostrano lo scopo ufficiale della loro visita in Slovenia, sono trattate allo stesso modo dei titolari dei passaporti diplomatici.

 

Le misure in vigore adottate dal Governo sloveno per contenere l’epidemia da COVID 19 (SARS-CoV-2).

Anche in Slovenia si registra un miglioramento della situazione epidemiologica da COVID 19 (SARS-CoV-2)

 Che cos'è il nuovo coronavirus e come si diffonde:

 


Come proteggersi dal virus:



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